Abbandonare la lotta è sempre e comunque viltà.
Abbandonare la lotta compiacenti di essere superiori è perdere la propria libertà. Abbandonare la lotta ripensando vendette è sintomo di sterilità. Abbandonare una lotta fantasticando di rifarsi è il motto dei poveri.
“Oggi non ci riesco, sarà per domani”……. e così i domani si susseguono interminabilmente lungo il viaggio di una vita vissuta a spalle chiuse a testa china e sguardo abbassato.
La moralità, il tempo, la storia, ti hanno ormai battuto e stitico pensieroso e represso continuerai a vagare in casa tua. Continuerai a vedere giudici in ogni cosa, continuerai a sentirti vittima di qualcosa che solo tu hai scelto, continuerai a sentirti schiavo di un padrone al quale hai donato di tua spontanea volontà le chiavi delle tue manette, delle tue mani, dei tuoi piedi e della tua coscienza.
Continuerai a lamentarti inspiegabilmente dei potenti, dei padroni, degli assassini e dei codardi, continuerai a lamentarti dei bimbi che fanno troppo chiasso, dei grandi che sono troppo seri, dei liberi, che sono troppo fastidiosi e sorridenti, forse banali, dei veloci, perchè forse tramano dietro le tue spalle.
Abbandonare la lotta è sempre un rifiuto a se stessi, è sempre e comunque una scelta di morte.
Prosegui incessantemente nella tua povera vita, nei tuoi dispiaceri, nel tuo totale distacco da te stesso. Procedi quotidianamente a negarti il piacere, a negarti la vita.
Continua ogni giorno a scegliere la morte, a scegliere la comoda strada dell’attesa. Non contento, ti ripetarai come un mantra nel tuo cervello, che arriverà un momento in cui sarai troppo stanco della vita fasulla e ti sveglierai alla vita piena…… sai bene che quel momento non arriverà mai.
Aspetti che la tua repressione si nutra sempre piu, sperando che un giorno riempia tutto il tuo essere e non potendo piu moltiplicarsi in te, esploda di botto tutta insieme, magari nella maniera che tu quotidianamente giudichi come malvagia, vedendola in assassini, ladri e serial killer.
Abbandonare una lotta per via della morale significa firmare un patto a vita che ti costringe a chiuderti, chiudere il tuo sedere, chiudere il tuo sguardo, marginare i tuoi vissuti, imbottigliare i tuoi movimenti, risultanto quel robot che senti da ormai troppo tempo di essere.
Continua a tralasciare gli scherni altrui, continua a farti deridere, continua a farti insultare, usare, danneggiare, sconvolgere, manomettere… continua domani e poi dopodomani, tanto arriverà quel momento in cui ti vendicherai di tutto il male che tu stesso hai scelto per te.
Perverso, malato, appestato, procedi mascherandoti tra il genere umano, in spazi sempre piu grandi, cercando di non essere visto, nascondendoti dietro false maschere, atteggiamenti stereotipati, cosi da raccimolare quei pochi vantaggi dalla società che possono finalmente farti dormire sereno, raccontandoti che la tua vita è come quella di tanti altri e che la felicità sta nel mezzo. Ne bianco ne nero.
Scegli il grigio, sceglilo ogni giorno. Sii utile a tutti, ai tuoi nemici e ai tuoi amici. Sii universale per tutti. Sii piacevole per tutti. Sii universale. Sii opaco, spento, uniforme e standardizzato e nessuno ti noterà, sarai il piu bel esponente della monotonia e normalità. In fondo una tua foto puo comparire sul giornale quando ti trovavi a passare dietro la telecamera di qualche ripresa televisiva e qualcuno, guardandoti, anche li, non ti noterà…. sarai la folla per il mondo, sarai un perdente nel mondo dei falliti, sarai una vittima nel mondo delle vittime e sarai uno schiavo avente dono della propria libertà, ma celando la propria chiave nel profondo del mare piu lontano sperando incessantemente in ogni momento di volerla andare a ritrovare e accedere alla luce della divinità