
La luce non ha parole ma musica.
Guarda questa strada, guarda quest’uomo, guarda quel cane, guarda quel cantiere, guarda quei bidoni dell’immondizia, guarda il degrado.
Guarda il volo delle rondini, guarda le nuvole rosse su di te. Senti il vento che soffia leggero sul tuo viso. Senti il cinguettio o il fruscio lieve delle foglie sull’asfalto. Senti l’odore umido dell’erba, senti il lontano rumore di una macchina che viaggia chissà dove.
Emozioni e oggetti sono variabili. Niente è niente. Con il dovuto distacco, con la dovuta autonomia ogni colore è un arcobaleno, ogni pianto è un sorriso, ogni lacrima un salto, ogni morte una nascita.
Trovare la luce è impossibile, abbattere i muri è impossibile, imbarcarsi nella vità è un solo attimo, un distacco che ti porta alla rivoluzione.
Potresti scoprire qualcosa anche nella tua mano, nel tuo respiro, nei tuoi occhi, in un tuo gomito, in un tuo salto, nella tua danza, in un tuo suono, in una mossa insolita.
Tutto intorno a te c’è gioia, tutto intorno a te c’è morte, tutto intorno a te cè il sole e tutto intorno a te c’è l’ombra. Ben sai che i grandi uomini sono stati spinti dalla luce, i grandi inventori sono stati spinti dall’amore e tu ben lo sai nel tuo crucciarti di tutto ciò che ti è stato negato in questa vita. Ben sai che i tuoi passi sono un susseguirsi di errori teatrali, finti e consapevoli. Errati, uno dopo l’altro. Continui a vagare nell’incertezza aspettando un padre o una madre, un amore, un sorriso, una verità un segreto. E piu vaghi e piu ti accorgi che intorno a te c’è il vento che non ti chiede niente, c’è il cielo che non ti domanda nulla, c’è il sole che continua ad essere, cè un mondo e forse altri milioni di mondi che continuano ad essere senza domandarti il permesso, senza prevaricarti, senza farsi prevaricare, indipendenti e uniti allo stesso tempo. Solo tu sei staccato da te stesso, dal tuo mondo e dal mondo degli altri. Vaghi cercando una scorciatoia alla felicità quando in realtà sai benissimo che la felicità non è una strada ma un modo. Sai bene che la felicità non si sceglie, sai bene che la felicità non la decidi, sai bene che se la vuoi devi buttare via tutto, ma tu sei troppo affezionato allo sporco che ti circonda, ti sentiresti perso e solo, vedendoti nudo e impaurito sotto la pioggia di notte. Non hai riferimenti solo figure ponderanti che occupano di dovere la tua mente, che esigono giorno dopo giorno la conferma alle proprie incertezze, che esigono qualcuno che le dica che la loro povertà è ricchezza e che sentano che sebbene il mondo è sbagliato, c’è qualcuno che che vede la luce nella loro ombra.
Come te, piangente morente e succube continui a elemosinare finti abbracci, opachi elogi e tristi ipocrisie, ogniuno prosegue passo dopo passo, recita dopo recita a cercare altra gente che possa pompare la propria insicurezza facendosi convincere di non essere in errore.
Tu sei in errore e lo sai bene. Sei in errore ogni qual volta ti neghi e postponi i tuo muscoli, le tue idee, le tue vibrazioni al volere insaziabile dei poveri e cialtroni che ti circondano.
Abbandona la lotta, abbandona i falsi sorrisi, abbandona i vecchi vestiti, abbandona la tua casa, abbandona le tue idee, abbandonati e insieme agli uccelli nel vento volerai anche tu. Ogni qual volta ci sarà del vento tu ti spargerai ovunque egli sospiri, ovunque ci sia un fuoco tu brucerai e ovunque ci sia musica danzerai.